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La "messa alla prova" per i minori italiani illustrata ai partner palestinesi

Proseguono le attività di Karama: verso un sistema rispettoso dei diritti umani e della dignità delle persone, progetto finanziato dall’Agenzia Italiana per la cooperazione allo Sviluppo a Gerusalemme.
Nel corso di questa settimana due Dirigenti del Ministero della Giustizia Italiano - Dipartimento di Giustizia Minorile e di Comunità, Donatella Caponetti e Vincenzo Starita, stanno svolgendo una missione per dare seguito alle attività intraprese durante la visita della delegazione dei PM della Procura Generale palestinese presso il Ministero della Giustizia italiano a marzo 2018. Lo scopo di questa missione è incontrare i partner del progetto e avviare un confronto per l’eventuale introduzione nel sistema di giustizia minorile palestinese della messa alla prova, mutuando ruoli, funzioni e regolamenti del modello italiano.
 
L’istituto della messa alla prova minorile è stato introdotto dal D.P.R. n. 448/1988 quale alternativa efficace al carcere, con l’obbiettivo di rieducare il minore. Si tratta di una sospensione della pronuncia della condanna a pena detentiva in favore di un periodo di prova. La messa alla prova costituisce uno strumento di attuazione di alcuni obiettivi tipici del sistema di giustizia minorile, quali la rapida uscita dal circuito penale, la tempestività dell’intervento istituzionale, la diversione, la mediazione tra minore e vittima, l’esigenza di fornire al minore risposte individualizzanti.
 
Oltre agli incontri istituzionali con i partner principali del settore, fra cui il Procuratore Generale e il Viceministro delle Sviluppo Sociale, nell’agenda spicca la tavola rotonda svoltasi al Governatorato di Nablus e alla quale hanno partecipato i principali attori del sistema giudiziario minorile palestinese, con l’obbiettivo di indagare l’esperienza italiana dettagliatamente.