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Italian Consulate - historic backgrownd

The activities of the Consolato Generale d'Italia a Gerusalemme nel primo dopoguerra,  ha contribuito allo sviluppo del mandato britannico sulla Palestina. L'Italia ha assunto in quegli anni, assieme agli altri paesi cattolici presenti nell'area, la funzione di 'custode dei luoghi santi al cristianesimo'. 
Gli altri consolati stranieri (Belgio, Spagna, Stati Uniti, Francia, Grecia, Regno Unito, Svezia, Turchia) a Gerusalemme, svolgono analoghe funzioni di rappresentanza di fatto, presso i Territori Palestinesi. La Santa Sede si avvale invece della presenza di una Delegazione Apostolica in loco. 
 I rapporti bilateriali tra Italia e Territori Palestinesi si manifestano tramite tre canali: la cooperazione politica, quella economica ed infine culturale.
Nel quadro dei rapporti con l'Autorità Nazionale Palestinese e con la rete delle amministrazioni localiil Consolato d'Italia collabora in ambito politico ed amministrativo per sviluppare economia, cultura e cooperazione con i Territori Autonomi Palestinesi.
In particolare, il nostro paese - l'attuale Console generale è Luciano Pezzotti in carica dal febbraio 2008-  svolge una funzione cardine nel favorire un reciproco interscambio di esperienze tra cultura italiana e cultura locale. Luogo di riferimento privilegiato della cooperazione culturale italo-palestinese è Ramallah che nel luglio del 2005 ha ospitato presso il Teatro Al Qasaba, la settimana del Cinema italiano, dedicata in quell'occasione al regista Paolo Virzì.
Di recente, nel dicembre 2009, la Cooperazione Italiana allo Sviluppo, assieme al Consolato Generale d'Italia, ha realizzato il Primo Festival delle Arti e dei Mestieri Antichi, tra Gerusalemme e Betlemme. Alla manifestazione, aperta dal Coro Magnificat di Betlemme, hanno preso parte artisti italiani del calibro dei Tenores di Bitti sardi e del Teatro dei Sensibili di Guido Ceronetti.
La sede principale del Consolato d’Italia a Gerusalemme si trova a Katamon, quartiere residenziale ad ovest della citta’, in parte costruito durante il mandato britannico per ospitare le case degli ufficiali dell’esercito inglese. La palazzina, edificata agli inizi degli anni Quaranta per essere ceduta in locazione al Consolato italiano, si sviluppa su tre piani. Il Consolato ha anche una sede ad est, nel quartiere di Sheik Jarrah, dove risiede anche l'Unità Tecnica Locale della Cooperazione allo Sviluppo.