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Regioni ed Enti Locali nei Territori Palestinesi

Per Cooperazione Decentrata si intende un insieme di attività che rientrano in generale nel settore della Cooperazione allo sviluppo, ma che sono gestite dagli enti locali territoriali (Regioni, Province, Comuni e loro aggregazioni).

Tra le forme di intervento: 

  • Attività di cooperazione internazionale: comprendono sia programmi di iniziativa regionale che a sostegno di progetti sul territorio (Ong, associazioni ed enti locali);
  • Aiuti umanitari e di emergenza;
  • Iniziative di educazione allo sviluppo, sensibilizzazione, formazione e informazione sul territorio sui temi della pace.
Alcuni degli interventi di Cooperazione sono concordati da Ministero e Regioni, ed in genere la cooperazione decentrata interviene con azioni istituzionali di capacity building, di formazione, di sensibilizzazione, di buon governo, di sistemi territoriali e di promozione dello sviluppo locale.  
 

La legge n. 49 del 1987 stabilisce all’art. 2 che le attività di cooperazione “possono essere attuate … anche utilizzando le strutture pubbliche delle regioni, delle province autonome e degli enti locali” (comma 4) e che “le regioni, le province autonome e gli enti locali possono avanzare proposte in tal senso alla Direzione generale per la Cooperazione allo Sviluppo” (comma 5).

La cooperazione italiana dedica sempre maggiore attenzione e risorse alla crescita della “cooperazione decentrata”, intesa quale attività di cooperazione realizzata dalle Autonomie locali italiane (Regioni, Province, Comuni), in partenariato con enti omologhi di Pvs (partenariato territoriale, transfrontaliero, di prossimità ecc.) con il coinvolgimento della società civile dei rispettivi territori.
 
La Dgcs riconosce infatti a questa forma innovativa di aiuto allo sviluppo, caratterizzata dall’ampia partecipazione popolare e dalla reciprocità dei benefici, una propria specificità ed un rilevante valore aggiunto rispetto sia alla cooperazione governativa che a quella non governativa (Ong), soprattutto nei settori della lotta alla povertà e all’esclusione sociale e della promozione della democrazia. Inoltre, promuovendo lo sviluppo economico locale, la cooperazione decentrata è in grado di creare l’ambiente favorevole all’internazionalizzazione delle nostre Pmi.
 
Le Regioni, dal canto loro, investono una quota crescente delle proprie risorse di bilancio in attività di cooperazione allo sviluppo. Secondo una recente stima l’ammontare degli stanziamenti regionali ha raggiunto un totale di circa 36 milioni di euro nel 2003. A ciò vanno aggiunti gli apporti di Enti locali, associazioni ed altri soggetti pubblici e privati del territorio che svolgono in proprio o concorrono all’attività di cooperazione delle Regioni per una cifra almeno equivalente a quella stanziata dalle Regioni.
L’efficacia della cooperazione decentrata dipende strettamente da due fattori:
  • la capacità delle Autonomie locali di instaurare partenariati attivi e di coinvolgere in forma partecipata le forze vive del proprio territorio,
  • la capacità della Dgcs di mettere a disposizione degli Enti locali risorse e sinergie (programmi quadro) idonei ad orientare, coordinare e cofinanziare i singoli interventi evitando dispersioni, duplicazioni e frammentazioni.
Da tempo la Dgcs ha assunto la cooperazione decentrata come una componente importante dell’aiuto pubblico allo sviluppo italiano.
La sua azione tende essenzialmente a fornire alle Autonomie locali dei quadri di riferimento entro cui inserire le proprie iniziative al fine di renderle coerenti con la nostra politica di cooperazione e possibilmente complementari con i nostri interventi.
 
Sulla base delle “Linee di indirizzo” è stata sviluppata la collaborazione con l’Anci
 
Nel maggio 2001 è stato sottoscritto un accordo-quadro tra l’Anci e la Dgcs, con la finalità di valorizzare l’azione di cooperazione decentrata promossa dai Comuni italiani.
Conseguentemente è stato concordato un progetto di “Formazione di personale italiano destinato a svolgere attività di Cooperazione allo Sviluppo” presso i Comuni italiani, progetto al quale verrebbe affiancata la formazione a beneficio dell'Anci stesso nel suo ruolo di interlocutore tra Stato ed Enti locali.
 
Inoltre, viene perseguito l’obiettivo di consolidare l’interessamento della cooperazione decentrata nella realizzazione dei programmi di lotta alla povertà, gestiti insieme alle principali Agenzie del sistema delle Nazioni Unite
Il coinvolgimento delle Autonomie locali nella cooperazione governativa è in continua crescita ed assume forme molteplici: dall’affidamento diretto di specifiche iniziative (mediante apposite convenzioni) al cofinanziamento indiretto attraverso programmi quadro in gestione diretta o affidati ad Organismi internazionali.
 
Inoltre sempre più spesso ai programmi governativi si affiancano interventi finanziati con fondi propri da Enti locali italiani che, grazie alle sinergie ottenute, vedono aumentata la propria efficacia e sostenibilità. In tale contesto sempre maggiore importanza assume il ruolo di informazione e di accompagnamento svolto dalle nostre Rappresentanze all’estero e dalle nostre Utl.
 
Le Amministrazioni Locali Italiane mantengono solidi rapporti di partenariato con municipalitá  ed altre amministrazioni Palestinesi, e sostengono la societa' civile attraverso una fitta rete di rapporti - quella che viene definita cooperazione ‘people to people’- che rafforza i legami non solo istituzionali ma anche culturali ed umani.
 

Anche grazie alla collaborazione in loco, la specificita’ della cooperazione decentrata di operare coinvolgendo la societa’ civile, gli enti minori, le comunita’ locali, viene quindi salvaguardata e valorizzata. 

 In particolare:
·         Nel giugno 2013 lo Statuto della Camera, redatto da un’ apposita commissione, è stato dichiarato conforme alla legislazione palestinese dal Consiglio dei Ministri dell’ANP e vistato dal Presidente ANP;
·         Nel settembre 2013 sono stati inaugurati gli uffici PIAC a Ramallah;
·         A settembre 2013 sono stati insediati l’Assemblea Generale e il Consiglio di Amministrazione PIAC;
·         Tra Febbraio e Aprile 2014 sono stati svolti due Corsi di base per la formazione di giudici / arbitri di 2 gruppi composti da 40 componenti. Vi e’ stata la presenza di 22 donne su un totale di 140 partecipanti.
·         Aprile 2014 si è svolta la conferenza conclusiva sui corsi di formazione di base;
·         Il 18 maggio 2014 2014 sono stati abilitati alla funzione di arbitri internazionali 28 Arbitri, mentre 36 sono stati abilitati come “Arbitri  Domestici”.
 
L’inizio delle attività di arbitrato è previsto tra metà giugno e subito dopo il Ramadan 2014. Il progetto assisterà tecnicamente e finanziariamente la PIAC nei primi dodici mesi di attività.
 
Il progetto, con un valore di circa 1.2 milioni di Euro per un durata di 30 mesi, nasce dalla comune valutazione di Regione Umbria e Università degli Studi di Perugia, DGCS - MAE e principali organizzazioni del mondo dell’impresa e delle professioni palestinesi, circa la utilità di dare vita in Palestina ad una Camera Arbitrale Internazionale.
 
Proprio in collaborazione con le associazioni e le organizzazioni nazionali palestinesi degli ingegneri, dei costruttori, degli avvocati, delle camere di commercio e degli industriali, il progetto, ideato e finanziato da Regione Umbria e DGCS - MAE, ha l’obiettivo di creare le condizioni normative necessarie  alla costituzione della prima  Camera  Arbitrale Internazionale Palestinese e di  rendere disponibili risorse umane e strutture adeguate alla fornitura di servizi della qualità più elevata possibile per una  camera arbitrale internazionale, in particolare attraverso  le attività volte alla  formazione di professionisti qualificati. 
 
L’obiettivo generale è quello di  concorrere al sostegno del processo d’institutional building in Palestina e a quello dello Sviluppo economico e occupazionale palestinese. La disponibilità di tutela giuridica, certa ed internazionalmente riconosciuta, incrementa infatti le  condizioni di sicurezza per le imprese, locali ed estere che intendono investire ed  operare in Palestina. L'arbitrato,  e’ ormai riconosciuto in campo internazionale come  un efficiente ed efficace mezzo di risoluzione delle controversie economiche e  commerciali.
 
Il progetto ha già portato alla:
  • Redazione delle norme istitutive della Camera Arbitrale Palestinese (Palestinian International Arbitration Chamber, PIAC): statuto, regolamento secondo la normativa internazionale,  parere di conformità con le leggi vigenti e  visto Presidenziale;
  • Costituzione a Ramallah della PIAC: nomina degli organi previsti dallo statuto, l’apertura degli uffici, formazione di un numero adeguato di arbitri ed avvocati qualificati per l’avviamento delle attività d’istituto della PIAC.
In particolare:
  • Nel giugno 2013 lo Statuto della Camera, redatto da un’ apposita commissione, è stato dichiarato conforme alla legislazione palestinese dal Consiglio dei Ministri dell’ANP e vistato dal Presidente ANP;
  • Nel settembre 2013 sono stati inaugurati gli uffici PIAC a Ramallah;
  • A settembre 2013 sono stati insediati l’Assemblea Generale e il Consiglio di Amministrazione PIAC;
  • Tra Febbraio e Aprile 2014 sono stati svolti due Corsi di base per la formazione di giudici / arbitri di 2 gruppi composti da 40 componenti. Vi e’ stata la presenza di 22 donne su un totale di 140 partecipanti.
  • Aprile 2014 si è svolta la conferenza conclusiva sui corsi di formazione di base;
  • Il 18 maggio 2014 2014 sono stati abilitati alla funzione di arbitri internazionali 28 Arbitri, mentre 36 sono stati abilitati come “Arbitri  Domestici”.
L’inizio delle attività di arbitrato è previsto tra metà giugno e subito dopo il Ramadan 2014. Il progetto assisterà tecnicamente e finanziariamente la PIAC nei primi dodici mesi di attività.
 
 
Il Palestinian Municipalities Support Program (PMSP) con una dotazione iniziale di 25 milioni di Euro, ha visto le sue attività avviarsi nel 2006, essere temporaneamente sospese nel 2007 e finalmente riavviate nel 2008 con nuovi obiettivi, nuovi partners istituzionali e nuove strategie.

Il PMSP svolge le sue attività in collaborazione con gli Enti locali italiani (Regioni, Province e Comuni) che contribuiscono finanziariamente e tecnicamente alla sua realizzazione.

Le linee di azione del Programma sono definite da un 
Tavolo 4+1 composto dal MAE-DGMM e dai rappresentanti degli Enti locali italiani (ANCI - UPI - Consigli regionali - Giunte Regionali) mentre nei Territori Palestinesi le attività del Programma sono coordinate dal Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme e dal Ministero palestinese del Local Government.