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Mangimificio Italia-FAO nella Valle del Giordano, al via nuovo progetto con Cisp

Al via uno dei progetti d’emergenza targati Italia-FAO nella Valle del Giordano: un mangimificio per animali di piccola taglia, il terzo del genere negli ultimi due mesi, gestito tramite fondo rotativo ed affidato ad un consorzio di beduini. L'iniziativa consentirà di ridurre del 25% il prezzo delle granaglie.

“Il mangimificio e’ in realta’ un luogo d’aggregazione economica delle comunita’ beduine - ha spiegato il coordinatore del settore emergenza della Cooperazione italiana Gian Pietro Testolin - che consente di acquistare in maniera collettiva il mangime ottenendo prezzi piu’ bassi all’ingresso. La qualita’ delle granaglie viene poi controllata grazie ad un macchinario miscelatore che le seleziona. Tra gli effetti piu’ significativi del sistema c’e’ l’attivazione di un fondo rotativo per calmierare i prezzi finali nel corso del tempo”. Il ‘revolving fund’ e’ infatti un meccanismo di credito d’aiuto, non un dono, spiegano gli esperti, che mette gli agricoltori consorziati nella condizione di risparmiare e allo stesso tempo di partecipare attivamente al processo economico. L’iniziativa, inaugurata lo scorso 23 luglio nel campo di Aqbat Jaber a Gerico, e’ interamente finanziata dalla Cooperazione italiana e realizzata dalla Ong Cisp. L’intervento complessivo Italia-FAO a favore degli allevatori seminomadi della Valle del Giordano, di cui il mangimificio di Gerico rappresenta una parte, e’ costato in totale un milione di euro. “Non siamo qui solo per distribuire mangime e acqua agli animali – ha detto anche il coordinatore del progetto FAO Luigi Damiani - Stiamo portando avanti un progetto complesso che non si esaurisce in un giorno: il mangimificio di Gerico è solo una delle componenti. L’iniziativa ha la sua matrice originaria nel progetto della Ong italiana Ucodep del 2006, il secondo mangimificio è stato quello di Hebron con la Ong Aispo e dobbiamo ringraziare la cooperazione italiana perchè da molti anni è sensibile e attenta al problema”. L’idea in origine è in effetti nata per consentire agli allevatori di affrontare la crisi dell’aumento dei prezzi dei mangimi. “Siamo arrivati alla conclusione che se gli allevatori si consorziano hanno possibilita' di comprare sul mercato grosse quantità di foraggio, il maggior volume è naturalmente correlato agli sconti, ai tagli di prezzo. Poi si è pensato di fornire anche un macchinario per ottenere dei mix di mangime per le esigenze particolari del bestiame ”, ha spiegato ancora Damiani. Il Ministro dell’Agricoltura dell’Anp, Ismail Duaik, presente alla cerimonia, ha parlato del ruolo che potra’ ricoprire il suo ministero, sottolineando che l’onere “non ricade solo sulla FAO e la Cooperazione italiana, ma sull’Autorità Palestinese. Abbiamo promesso agli allevatori di tagliare il costo dei mangimi, la Palestina possiede una quota in base agli accordi di Parigi di 20.000 tonnellate di granaglie che possono entrare nei Territori esenti da tasse e questa quantità dovrà essere distribuita direttamente alla comunità degli allevatori”, ha dichiarato ringraziando tutti i donatori.

Event Date: 
Giov, 2009-10-01