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La Cooperazione Italiana nei Territori Palestinesi

Con un impegno di 426 MEuro a partire dal 1985, la Cooperazione italiana è tra i principali donatori della Palestina.
 
Con l’ultimo Joint Ministerial Committee del 29 giugno 2015, l’Italia ha ulteriormente consolidato il proprio impegno finanziario per un totale di 170 MEuro di cui 84.4 MEuro a dono e 45 MEuro a credito di aiuto, per il periodo 2013 – 2016, comprensivi dei pledge annunciati alla Conferenza del Cairo dell’ottobre 2014 (ivi inclusi i 16.450 MEuro per il programma di ricostruzione del quartiere Al Nada nella Striscia di Gaza).
L’intervento della Cooperazione italiana è volto a sostenere gli impegni assunti dalla Palestina in ambito politico, è in linea con Piano di Sviluppo Nazionale, con i principi del Codice di Condotta in materia di divisione dei compiti nell’ambito della politica di sviluppo dell’UE e si sta progressivamente allineando alla Programmazione Congiunta (Joint Programming) degli SM UE prevista per il 2017.
 
Il Programma della Cooperazione italiana in corso si focalizza in 3 settori principali:
a) Genere e Protezione Sociale (Lead Donor UE)
b) Salute (Lead Donor UE)
c)  Sviluppo Economico (Active Donor UE)
 
ed è il frutto del dialogo e del lavoro congiunto con Ministeri dell’ANP competenti, la società civile palestinese, la Delegazione dell’Unione Europea e Stati Membri, con le principali Agenzie delle Nazioni Unite e Banca Mondiale.
 
A tali settori di sviluppo si affiancano le Iniziative di Emergenza pari a 9.6 MEuro nella Striscia di Gaza, Area C e Gerusalemme Est, per il triennio 2014-16, nei settori Acqua, Salute e Protezione dei rifugiati e degli sfollati, realizzati soprattutto con il concorso delle ONG italiane presenti in Palestina.
 
Sono in corso di realizzazione 15 progetti promossi da ONG per un totale di 15.5 MEuro. Le iniziative sono realizzate in tutta la Palestina (West Bank, Area C e Striscia di Gaza), con particolare attenzione nei settori Diversamente Abili, Istruzione, Protezione e Sviluppo Economico (agricoltura).
 
I finanziamenti, infine, sul multilaterale si concentrano su 4 agenzie: UNRWA, UNDP, WHO e WFP per un totale di 28.490 MEuro nell’ultimo triennio.
 
Le politiche e l’uguaglianza di genere rivestono carattere di trasversalità nell’ambito di tutte le iniziative programmate dalla Cooperazione italiana.
 
Per il 2016 sono previsti 14 M Euro nei tre settori prioritari e il settore emergenza, e 10 Meuro per UNRWA.
 
Per il prossimo quadriennio, 2017 – 2020 l’Italia parteciperà al Joint Programming europeo, con un bilancio indicativo di 66 Meuro non comprensivo di Contributi volontari a UN e ONG, e con la guida di due settori importanti per la National Policy Agenda palestinese 2017 - 2022.
 
 
Scarica il documento "Quadro Generale della Cooperazione"(aggiornato a luglio 2016): clicca qui
Contributo Italiano nella Striscia di Gaza: clicca qui
 
 
Nel settore del genere, l’Italia svolge da oltre 20 anni una forte azione a favore dell’empowerment sociale, culturale ed economico delle donne palestinesi, con un impegno di 11 MEuro. Pionieristico il nostro impegno nella lotta alla violenza contro le donne in Palestina, attraverso la creazione (nel 2001 a Betlemme) di un centro antiviolenza (Mehwar) e (nel 2009) di tre sportelli antiviolenza (Zohra).
 
Sin dalla creazione del Ministero degli Affari delle Donne nel 2003, l’Italia ha sostenuto la creazione di 11 Tawasol (Centri di formazione, informazione e comunicazione di carattere socio-economico, culturale e sociale), uno presso ogni Governatorato palestinese.
Il Programma WELOD (Women’s Empowerment and Local Development), avviato nel 2009, è giunto oggi alla sua terza edizione, affiancando ai suoi tradizionali obiettivi la creazione dell’Osservatorio nazionale contro la violenza sulle donne.
L’impegno italiano nel settore ha condotto alla firma (marzo 2014) della Carta d’Intenti contro la violenza sulle donne, primo documento di questo tipo in Palestina.
Il 1 aprile 2014, l’Autorità Palestinese ha aderito alla Convention on the Elimination of All Forms of Discrimination against Women (CEDAW).
 
Nel settore della sanità, il nostro ruolo si  Gli interventi italiani nel settore si articoleranno nel prossimo triennio attraverso tre diversi canali di intervento (per un totale di 7MEuro), attraverso il Progetto POSIT (Potenziamento del sistema di cure primarie); SUN-Laparoscopia (realizzato dall’Università Federico II di Napoli e volto alla diffusione delle tecniche chirurgiche mini-invasive); i Progetti delle ONG italiane finanziati sul canale emergenza.
Nel prossimo triennio è inoltre in programmazione un finanziamento a Credito d’aiuto di 10MEuro per l’equipaggiamento ospedaliero di reparti specialistici, volti a limitare il trasferimento all’estero di pazienti affetti da patologie complesse.
 
Nel settore del sostegno allo sviluppo economico l’Italia ha, negli ultimi anni, finanziato due programmi a credito d’aiuto, rispettivamente, per il sostegno all’ammodernamento del sistema elettrico palestinese (Programma EUMP, 33MEuro) e per lo sviluppo delle Piccole e Medie Imprese (Programma PMI, per 25MEuro, attraverso l’erogazione di finanziamenti a tasso agevolato alle imprese locali). Il Programma START UP Palestine (20MEuro a credito d’aiuto e 1,8MEuro a dono), volto a promuovere l’occupazione e la generazione di reddito delle fasce più povere della popolazione attraverso forme agevolate di accesso al credito per l’avvio di nuove attività imprenditoriali e commerciali.
 
Il sostegno allo sviluppo economico palestinese passa anche attraverso la Costituzione della Camera Arbitrale Palestinese (finanziata dal MAE, realizzata dalla Regione Umbria e l’Università degli Studi di Perugia, per un ammontare di circa 1,2MEuro), che, fornendo uno strumento di giustizia certa e rapida per i soggetti economici palestinesi e stranieri, è anche stimolo per l’attrazione di investimenti esteri.   
 
 
  • 2012
La Cooperazione Italiana ha portato avanti, attraverso i diversi canali di finanziamento (ordinario, emergenza, multilaterale), 18 iniziative finanziate a dono nei seguenti tre settori prioritari: 
 
1.    Sociale;
2.    Agricolo;
3.    Buon governo. 
 
Alla componente a dono, si affiancano due programmi a credito d’aiuto: 25MEuro a favore delle PMI Palestinesi e 33MEuro per la gestione della rete elettrica.
  • 2008 al 2011
La Cooperazione Italiana ha onorato pienamente gli impegni presi dall`Italia nel corso della Conferenza dei Donatori di Parigi del Dicembre 2007, dove furono annunciati aiuti per 80MEuro in tre anni
 
Il contributo della DGCS al consolidamento delle istituzioni palestinesi e al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione palestinese è stato di 100 MEuro. Circa un terzo di tale ammontare è stato destinato al sostegno diretto al budget dell`ANP, in linea con l`esigenza più volte espressa dal Primo Ministro Fayyad di garantire flussi prevedibili di aiuto all`ANP stessa e un altro terzo al canale  dell'Emergenza. 
 
Gli interventi sono stati finalizzati a rispondere ai bisogni della popolazione locale, soprattutto delle fasce più vulnerabili e dei rifugiati: 
 
1.  Agricoltura (acquacultura e home gardening);
2.  Sanità (sostegno alle istituzioni sanitarie e introduzione di nuove tecnologie);
3.  Genere (sportelli a sostegno delle donne vittime di violenze);
4.  Educazione (educazione attiva, scambio di buone pratiche e green schools).